domenica 20 dicembre 2015

Gli ultimi mille giorni delle reflex digitali.

Aggiornamento ottobre 2016.

Nemo propheta in patria, i mille giorni sono stati fatali alla rivista, non alla pellicola.

Recquiescat in pace.
 
Scusate se i link non funzionano più, ma dopo la chiusura della rivista hanno spazzato via tutto....complimenti, non hanno nemmeno voluto fare la spesa di mantenere i "contenuti" online, e poi si parla male dei genovesi...





20 dicembre 2015.

Mille giorni fa, il già stimato, ma oramai fuori dal tempo Giulio Forti, scrisse un editoriale sulla sua rivista Fotografia Reflex, dove ipotizzava che la pellicola 35mm oramai aveva non più di mille giorni di vita.

Giulio Forti, che in passato ho apprezzato tanto, è stato per anni punto di riferimento nell'editoria fotografica, insieme all'eclettico e compianto Cesco Ciapanna, ma non si è reso conto che sacrificare la sua rivista all'altare dei produttori di ciarpame elettronico, si è rivelato un errore mardornale.

Non soltanto per la perdita di credibilità nei confronti dei suoi lettori del passato, che ne apprezzavano serietà ed onestà. Molti ricorderanno le sue recensioni sulle riviste degli anni 70, dove senza mezzi termini stroncava senza pietà i prodotti non meritevoli. Oggi invece leggere la sua rivista è nauseante, tutte le fotocamere vanno bene, sono splendide, perfette, ineguagliabili e di qualità eccelsa.

Per fortuna non tutto il mondo è gaudente nel  mangiare letame.

Grazie all'avvedutezza di molti registi, che hanno finalmente ripreso ad usare la pellicola, la Kodak sta uscendo dal tunnel in cui essa stessa si era cacciata per cecità commerciale, ed anche disonestà di molti dirigenti, che stavano per condurla veramente al fallimento.

Ma avete visto quanto enormemente più bella è una ripresa cinematografica su pellicola?

La naturalezza dei colori, la capacità di riprendere grandi contrasti senza cancellare le luci, e poi diciamolo onestamente: gli effetti speciali al computer hanno veramente rotto i coglioni, peggio dei panini della emme gialla.

Caro direttore, credo che per lei sia arrivato il momento di andare in pensione, dopo questa cappella temo che non si possa più permettere di camminare a testa alta.
Noi, pochi nostalgici, da Lei redarguiti nei commenti in quello stesso editoriale, oggi possiamo dirle serenamente che ha scritto una grande baggianata, e chissà che il conteggio dei mille giorni non debba scattare anche per quelle riviste che oramai non hanno più nulla da dire, al pari della fotografia digitale, cresciuta a dismisura come un tumore maligno, che rivoltatosi contro al suo creatore, finirà presto per divorarlo; a dispetto della pubblicità il crollo delle reflex digitali è allarmante (per loro ovviamente).

In questi giorni sto stampando grandi quantità di fotografie a colori da pellicola, e non vi dico la gioia nel vedere apparire sotto i miei occhi colori naturali, contrasti sensati, dettagli impressionanti...
A dispetto di tutti quelli che hanno tentato di far credere al mondo che la pellicola fosse morta, essa invece è più viva che mai, più bella che mai, più affascinante che mai.

Addio inutile e sterile digitale, dopo aver ammorbato il mondo di plastica fetente, ed ammaliato generazioni di appassionati illudendoli di essere i nuovi fotografi del secolo, mi auguro veramente che per te stia arrivando l'ora della verità. Hai sempre mentito spudoratamente, offrendo una qualità irrisoria ad un prezzo spropositato, ed ora finalmente molti apriranno gli occhi.

Andrò a vedere il nuovo episodio di Star Wars con occhi da fotografo, oltre che con quelli di un allora 16 enne stupito dalla bellezza dell'idea di George Lucas, viva ancor oggi, grazie alla pellicola.

17 commenti:

  1. Come vedi, invece di discutere di Fotografia, stai solamente parlando di aria fritta. Come al solito.

    RispondiElimina
  2. E tu chi sei? Non hai il coraggio di firmarti? E di cosa hai paura, dell'aria fritta?

    RispondiElimina
  3. Ciao Sandro. Ho sempre letto con piacere le tue opinione e i tuoi interventi, perché so (lo hai dimostrato varie volte) che sei seria e competente, e parlo sempre a ragion veduta.
    Sei un vero amante della fotografia a cui dedichi molte delle tue energie, e per quest non posso fare altro che ammirarti. Ti ho sempre visto disponibile verso il prossimo, senza remore per renderti utile e aiutarlo quando vedevi che dietro alle sue domande e dubbi c'era una sana volontà di imparare.
    Leggendo alcuni tuoi post ultimamente noto una vena che a mio parere stona con la tua persona. Vado al punto senza perdermi in chiacchiere. Trovo che la continuare il tema digitale vs analogico ormai abbia perso di significato. Trovo che un passo avanti possa essere concentrarsi meno sugli strumenti e più sulle foto. Trovo riduttivo delle tue capacità continuare a confrontare due mezzi per le loro caratteristiche tecniche quando quello che rende e da valore a una foto non è come è stata creata ma cosa comunica e come lo fa. La differenza è nella mente dell'autore.
    Con ciò non voglio dire che un mezzo valga l'altro, ma che tutto questo continuare a concentrarsi sugli strumenti (sul loro confronto) lo dovresti lasciare a chi non ha altro da dire. Tu caro Sandro avresti un sacco da insegnare, ma questa vena critica, questo astio non rende giustizia alla tua persona.
    Insomma se fossi un pittore potresti passare ore a insegnare a studenti a come usare il pennello, ma non avrebbe senso intestardirsi a dire loro che è meglio dipingere con un pennello e colori ad olio che utilizzare un pennarello o matite a cera. I mezzi sono mezzi, una macchina fotografica un corpo macchina non ha valore se non storico, una Rolleiflex degli anni 60 può essere bella da vedere, da avere può raccontare qualcosa può regalare foto stupende, ma è un oggetto. Davanti a una bella foto invece si crea emozione stupore, una foto può scatenare ricordi emozioni. Davanti a una bella foto il con cosa è stata fatta perde di significato. Non ha senso saperlo per replicarla. Una foto è un opera unica, è un percorso dell'autore. Il mezzo è l'autore non la sua attrezzatura.
    Relegare la fotografia come una contesa tra il digitale e l'analogico è riduttivo, o perlomeno chissenefrega. Le foto sono importanti, non il dettaglio, non la latitudine di posa, non lo sfocato, ma la foto come opera a se frutto di tutto questo ma una volta fatta, tutto questo è perso rimane semplicemente la foto.
    Insomma, nelle tue pagine ci sono righe che stonano, hai tante cose da dire che perderti in battaglie del genere insomma non ne vedo il motivo.
    Dai ti faccio gli auguri di Buon Natale da Bologna.
    Fabio (skylight)

    RispondiElimina
  4. Non voglio certo prendere le difese di Sandro perchè è in grado di farlo da solo, ma anche se il suo editoriale è forse un pochino estremo non va poi tanto lontano da una verità che quasi tutti i diretti interessati continuano a negare. Piaccia o no le vendite delle digireflex sono in picchiata, le mirrorless non decollano e tutto quello che ruotava intorno alla fotografia sopravvive (malissimo) grazie all'ausilio di macchine cuore/polmone. Tutto questo grazie alla fotografia digitale.

    RispondiElimina
  5. Concordo perfettamente con quello che scrive Sandro, non solo con questo sopra, ma anche con le precedenti che ho avuto il piacere di leggere; la fotografia analogica continua a creare in me interesse e da appassionato (una vita di b/n) continuo a fotografare praticamente solo con pellicola, sperimentando a volte grazie anche ai suoi consigli. Aspetto nuovi articoli e nuove foto. Grazie, Ugo

    RispondiElimina
  6. Difficile dire dove andra il mondo della fotografia, l'immagine in generale e' inflazionata dalle nuove tecnologie ,se fino a pochi anni fa per fare una foto serviva una macchina, oggi questa e' sostituita dai vari smartphone e tablet e direttamente condivise sul web.
    Ho la sensazione che per questi motivi non ci sia la necessita'da parte della massa, di qualita' dell'immagine ,non parliamo poi,di stampe su carta .
    Probabilmente e' questo che portera' la fotografia e i mezzi attuali per farla a cambiare rispetto a come la conosciamo .
    Chi porterebbe al bar un pacco di stampe per condividerle con gli amici (io tu e quanti altri ... mah)
    Sinceramente spero che per l'analogica ci siano sufficienti amatori e professionisti per mantenerla in vita
    Mentre per il digitale non riesco a capire cosa devono ancora inventare per riuscire a vendere se come dicevo per tanti basta uno smartphone e una conessione internet e dove avere ottima qualita' dell'immagine e'relativo.
    mah ....
    Ciao e Buone Feste
    Marco66

    RispondiElimina
  7. Caro Sandro, da un annetto evito i forum degli analogicisti (e di fotografia in generale), ma continuo a leggere i tuoi interventi su questo blog, in silenzio, sperando che il tempo possa smussare i tuoi spigoli e far acquietare il tuo risentimento verso il mondo. Purtroppo mi sembra di vederti sempre più arrabbiato verso quello che non ti piace e la cosa mi intristisce. Sei un bravo artigiano, un perfezionista in camera oscura e se vuoi fai ottime foto, perché continui a mostrare astio verso ciò di cui infondo non hai interesse?
    Cosa ti importa se un giornalista fa un editoriale e sbaglia una previsione? Sai sicuramente meglio di me quante volte i giornalisti sbagliano. Cosa ti importa se le recensioni sono un po’ troppo di manica larga? Mettiti nei panni di qualcuno che ha appena comprata la sua macchina fotografica spendendo gran parte dei suoi risparmi (sono loro che comprano la maggior parte delle riviste) o che sognano di poter acquistare il nuovo modello, ti piacerebbe che qualcuno ti “stroncasse” l’acquisto dicendoti che hai buttato via i tuoi soldi? Oggi le riviste sono tutte in crisi, e se non vogliono chiudere i battenti devono compiacere i loro lettori, ricordati poi che i problemi in editoria sono ben altri e ci sono pubblicazioni ben più dannose e scadenti di una rivista di fotografia o materiale fotografico.
    Per quanto riguarda Hollywood, usare la pellicola 35mm ormai è solo marketing (e lavoro per gli operai di Kodak, forse l’unica vera ragione per continuare) per sfruttare l’effetto nostalgia che oggi impera. Tutto il girato analogico viene digitalizzato, rifinito nel colore per renderlo omogeneo fra le riprese e montato al computer per poi essere consegnato alla distribuzione in digitale o ristampato su pellicola dal file di lavorazione. Poco importa la resa dei colori (che non posso assolutamente definire naturali essendo per definizione un’approssimazione di ciò che stava davanti all’obiettivo) perché andranno sempre regolati, e la gamma dinamica potrebbe essere anche solo di 4 EV, tanto le grandi produzioni possono permettersi attrezzature e personale per fare tutto ciò che vogliono.
    Non esiste alcuna guerra contro il “mostro digitale”, è un’evoluzione. Carrozze e cavalli hanno lasciato il posto alle automobili, e dalla piuma d’oca siamo passati alle penne stilografiche e poi alle penne a sfera, ma chi vuole può benissimo cavalcare e scrivere con pennino e calamaio, anzi questi mezzi sono stati svincolati dall’essere necessari e sono diventati mezzi per soddisfare le proprie passioni, compito più piacevole e spesso molto più raffinato.
    Cosa importa se le vendite delle reflex sono in discesa? L’epoca delle SLR (ed oggi DSLR) è durata davvero tanto (le telemetro sono state il mezzo principale per molto meno tempo), le persone cercano i mezzi più comodi per fare quello che hanno sempre fatto, divertirsi e accatastare ricordi (più o meno effimeri), e i mezzi si evolvono di conseguenza relegando gli strumenti più complessi solo a chi davvero tiene ad usarli o ne ha necessità.
    Perché incarognirsi verso i mondo digitale e chi lo usa? Continua a fotografare e stampare in analogico, migliora sempre più, fai felice te stesso e chi si rivolge a te e non inveire verso chi non ha il tuo stesso interesse nei sali d’argento, non sono tutti per forza degli sprovveduti da ammonire e non ti hanno fatto nulla, hanno solo priorità differenti dalle tue. Ricordati che ormai la pellicola non è più indispensabile a raccogliere immagini, è una passione e come tale va trattata, cioè con cura ed amore, non sprecare energie ad odiare il resto.
    Vai a vedere Guerre Stellari, ed anche se credo che ci troverai 100.000 difetti, cerca di godertelo. A me tutto sommato è piaciuto.
    E infine, e soprattutto, sinceri auguri di buon Natale e felice anno nuovo.

    Gionny.

    PS: perdonami se non inserisco tanti dati, ma non ho account fra quelli del menu a tendina, e smussa i tuoi spigoli!

    RispondiElimina
  8. Ciao Sandro,
    le previsioni si possono sbagliare, solo chi non le fa non sbaglia mai. Giulio Forti merita ancora la nostra stima, è vero che non leggo la sua rivista, ne ho comprato qualche numero sino a un paio di anni fa ma ho sempre il suo libro a portata di mano, serve sempre.
    Le riviste di Forti poi ormai sono dirette dai suoi figli naturali o "culturali", sono giovani, sono bravi e seguono, giustamente, i tempi.
    Continua a scrivere di fotografia, ti seguo sempre, e non ti arrabbiare, non ne vale la pena: di acido basta solo quello per la camera oscura.
    Buon Natale e Buon Anno
    Francesco

    RispondiElimina
  9. Caro Sandro,
    come vedo i tuoi modi di fare non sono cambiati. Non so proprio cosa mi spinge a scriverti, anche perchè, grazie a te, ho deciso di non frequentare mai piu' un forum di alcun genere, tanto grande è stata la mia delusione dopo aver letto gli interventi che mi rivolgevi, senza alcun pudore. Ogni tanto leggo queste pagine, cosi' per curiosità, e proprio non capisco cosa ti spinga ad usare questi toni. Sinceramente non mi interessa piu' di tanto, ma permettimi di farti notare che forse ti sei fatto prendere troppo dall'entusiasmo. E te lo dice non tocca una digitale da almeno 8 anni e che nel suo piccolo sviluppa un po' di tutto (e si, anche l'E6, con procedure rigorose, non da "cazzaro" come tu stesso mi avevi definito) in quantità ragguardevoli per un amatore. Permettimi pero' di farti notare che:

    - prima del digitale, quando si usava solo pellicola (perchè quello c'era) non tutti si potevano permettere attrezzature di tutto rispetto, corredi canon, hasselblad et similia. La stragrande maggioranza usava lo stesso ciarpame elettronico che si usa oggi, solo che, al posto di un rivelatore al silicio, c'era una emulsione fotografica. Come saprai meglio di me, l'industria lavorava nello stesso modo in cui lavora oggi, al solo scopo di propinare nuovi dispositivi elettronici. E non certo per migliorare la qualità delle
    fotografie dei fotografi della domenica.

    - prima del digitale la stra-grande maggioranza usava pellicole economiche. Ricordo ancora che quando portavi a sviluppare un rullo te ne regalavano un altro. Cosa era? Una velvia? Una HP5? Una Provia? Non credo proprio.

    - l'odierna maggioranza di utilizzatori di fotocamere scatta come quella di 30 anni fa. Le loro fotografie erano penose, nonostante provenissero da un film fotografico.

    - le riviste di fotografia di 30 anni fa, sono cariche di pubblicità di macchine fotografiche e altro ciarpame, come lo sono quelle attuali (suvvia, non dirmi che la qualità era molto piu' alta di quella attuale, capita a tutti gli appassionati seri di fotografia analogica di essere biassati da tali pubblicazioni per aver solo visto la pubblicità dell'epoca di una Hasselblad).

    - uno smantellamento del digitale? Credi davvero che sia possibile ritornare ad un'era fotografica basata esclusivamente sulla fotografia argentica. Suvvia... A quale pro? Sfornare spazzatura analogica anzichè digitale? Anche se cosi' fosse, il rullo di Velvia 100 o di HP5 non costerebbe meno. Tanto meno nel produrre nuove pellicole (come tu stesso affermi, basta una limitata gamma di film).

    Vivi felice usando quello che hai e cerca di non esagerare con i toni, come spesso leggo: dall'altra parte dello schermo potrebbe esserci una persona piu' sensibile di te.
    Cordialmente

    Marco



















    RispondiElimina
  10. Sandro, da anni ormai ti ripeto le stesse cose, e mi hai più volte insultato pesantemente per questo, ma vedo che in molti qui la pensano come me...
    Pensa a goderti quel che ti piace senza impegnare le tue energie e tutti gli aggettivi della lingua italiana per affannarti a denigrare quel che fanno gli altri solo perché non è allineato al tuo modo di vedere...
    Non tutti hanno le tue disponibilità, non tutti cercano quello che cerchi tu, ciò nonostante si divertono con la fotografia, e continuo - a distanza di anni - a non capire in che modo questo costituisca un problema per te tale a spingerti a scrivere righe e righe di velenoso sarcasmo.
    Perché invece nelle tue parole non si legge mai serenità e divertimento, ma sempre e solo livore?
    Ma se hai trovato la "bellezza" dov'è il suo frutto, il suo riflesso sul tuo stato d'animo?

    RispondiElimina
  11. Io invece vorrei dire la mia circa le discussioni ed il clima che si respira su questo blog. La ricerca di quello che tu stai descivendo in queste pagine, è qualcosa di tuo personale, come afferma Luca. Mentre sono d'accordo con te circa l'estremo rigore che si deve cercare in camera oscura da quando si sviluppa un negativo a quando si stampa, non mi trovi in sintonia quando ci proponi dettagli su dettagli delle foto che prendi con le tue magnifiche (detto senza sarcasmo) ottiche e corpi. Capisco che per te, avendo vissuto quegli istanti in prima persona, le foto che ci proponi in questo sito valgono tantissimo e ti danno molte emozioni (anche qua senza sarcasmo). Pero', ad un osservatore come me, le tue immagini non danno le stesse sensazioni. Sono perfette, ricche di dettagli, ma fotograficamente non sono niente di piu' di una delle tante foto che vedo tutti i giorni. Capirei se il tuo forum fosse dedicato esclusivamente alle performance della tua strumentazione, ma ora proprio non ti comprendo. La fotografia è emozione e non necessariamente deve darci migliaia di particolari e nitidezza. Sandro, pensa alle foto di Giacomelli, solo per farti il primo esempio che mi passa in mente. Cerca di capire che non sono tutti alla ricerca di quello che tu stai cercando, senza spalare rancore e amarezza su quelli che sono diversi da te.
    Buone feste.
    Pietro

    RispondiElimina
  12. Una cosa che credevo fosse evidente, ma che chiaramente non lo è stata, è che questo post doveva essere fortemente ironico. Mentre il grande editore aveva prosaicamente decretato la morte della pellicola sbagliando non poco, il mio è stato soltanto un augurio sarcastico, è ovvio che non sono così stupido da pensare che la pellicola tornerà in auge soppiantando il digitale.
    Ciò che mi rattrista di più invece è notare che molti degli interventi rivelano un atteggiamento permaloso, quasi come se il mio aver leso in qualche modo la purezza della fotografia digitale abbia ferito costoro nell'orgoglio (di cosa?).
    Come ho scritto molte e molte volte non mi ritengo un fotografo ma ciò che mi interessa è la qualità ASSOLUTA in fotografia, che il digitale è bel lungi dall'aver raggiunto (e superato, secondo i benefattori del sol levante). Purtroppo attraverso internet non è possibile comprendere la qualità di cui sto parlando, occorre valutarla di persona davanti ad una stampa. Chi lo ha fatto mi sta ancora ringraziando.
    Io sono perfettamente in equilibrio con me stesso, ma ho un carattere ironico e pungente che mi spinge spesso a divertirmi prendendo in giro gli entusiasti del nulla; fatevene una ragione, sono fatto così ma potete sempre evitare di leggere il mio blog, se ciò urta gli animi più delicati ed i bisognosi del "politically correct" a tutti i costi. Nessuna altra considerazione è pertinente.

    RispondiElimina
  13. Mi sa che stai sbagliando Sandro, i tuoi commenti non hanno urtato nessuno a parte qualcuno che credo abbia scritto cose censurabili.
    Però permettimi di dire che sei scaduto o caduto in quello che in tanti anni hai combattuto, cioè hai elevato il mezzo a cosa più importante.
    Ultimamente pubblicando delle foto non hai fatto altro che sottolineare la nitidezza, mettere in evidenza la lettura di ombre e luci (su una scansione pubblicata sul web, mah), ma non era ciò che facevano i tecnofotografi più tecno che fotografi?
    Non fare il permaloso quando qualcuno non è in linea con le tue idee, forse se un toto di gente ti segue e fa commenti senza offendere vuol dire che ciò che scrivi o pubblichi interessa, volevamo solo farti notare che hai preso un deriva che rischia di portarti al nulla.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paolo, non cascare anche te nella trappola del luogo comune "la foto la fa il fotografo e non l'attrezzatura".

      Non è vero, o meglio, può essere vero per un caso sporadico, ma se vuoi avere costanza di qualità nel tuo lavoro devi usare una attrezzatura adeguata. Questa storiella è un alibi logoro e consunto che guardacaso gira in tutti i forum ed è la scusa che i mediocri antepongono ai loro scarni lavori. Quante volte si vedono splendide foto che rimangono casi isolati? Nei mie trascorsi precedenti ho visto apparire meteore che avevano avuto una splendida idea per qualche scatto, ma nel prosieguo della loro attività si sono inariditi ed hanno perso l'ispirazione. Tutto ciò semplicemente perché non hanno studiato a fondo la fotografia e non erano adeguatamente attrezzati.
      Chi sostiene il contrario ad oltranza mi fa capire soltanto che ignora profondamente cosa sia la qualità, ed ignora anche che per raggiungerla occorre un impegno enorme.
      La bella foto fatta con la macchinetta economica rimane la mediocre realizzazione di una buona idea; il fotografo professionista ragiona in modo diverso dal fotoamatore, si attrezza per produrre qualità ed investe per avere un ritorno economico. Smettiamola di propugnare le frasette preconfezionate, i tempi di Robert Capa e Cartier Bresson sono passati da un pezzo e non ritorneranno, così come non ritornerà la pellicola, questo significa che le trappolette digitali da mille euro sono un furto e niente altro, con molto, molto meno puoi comprare attrezzatura professionale a pellicola (resa obsoleta dal mercato) ed avere risultati enormemente superiori. Prova, potresti scoprire che ho ragione da vendere, in molti lo hanno fatto e non sono tornati più indietro. Certo, richiede un impegno enorme e non tutti se la sentono. Per questo sostengo da sempre, a costo di essere ferocemente impopolare, che la fotografia non è per tutti; è pur vero che chi si contenta gode, ma non spargiamo letame su ciò che non si conosce davvero solo per giustificare le proprie scelte.

      Sul fatto che le scansioni siano poco adatte per mostrare la qualità della stampa da pellicola c'è poco da dire, l'ho sempre sostenuto e sono sempre stato disponibile ad incontri di persona per mostrare de facto di cosa stia parlando. L'arte in fotografia è appannaggio di pochi, principalmente perché richiede un'estro che non può essere comprato o acquisito, e poi perché occorre anche essere nel giro giusto per poter vendere e campare di foto artistica. Non confondiamo le idee è cosa ingiusta e fuorviante. La qualità della fotografia può appagare molto anche se non si è artisti, una bella stampa curata dall'idea sino alla scelta della pellicola da accoppiare alla carta, alla relativa trasposizione dei toni, persino la cura nel presentarla, regala forti emozioni anche se il soggetto non è il famoso bacio di Doisneau.

      Ricordo ancora un ragazzo che mi aveva stracciato a parole su quel forum, sostenendo che raccontavo balle sulla qualità della pellicola e propose una sfida di persona, lui avrebbe portato un suo fotolibro, io le mie stampe.
      Quando ci incontrammo e mi mostrò il suo lavoro fu immediatamente evidente che questa persona ignorava TOTALMENTE il senso della qualità di una stampa, presentandomi foto con bianchi bruciati in modo intollerabile, inquadrature improvvisate e poco curate, scarsa omogeneità del lavoro.
      Quando gli mostrai le mie stampe rimase semplicemente a bocca aperta, davanti a tutti, e non potè far altro che dire che per una tale qualità non si sentiva pronto. Almeno è stato onesto. Oggi, quasi dieci anni dopo continua ancora a fare le stesse foto, forse pago di ciò, ma perlomeno ha compreso che esiste una qualità superiore, forse difficile da raggiungere, ma reale e non millantata.

      Elimina
  14. Brevemente.
    La foto la fa anche il fotografo, che poi la pellicola, o la diapositiva, se sviluppate bene possano dare una marcia in più son d'accordo, ma buttare via il digitale mi sembra troppo estremista.
    Non tieni conto che chi come me non ha spazio, non ha tempo e non potrebbe comunque, anche se a prezzi vantaggiosi, non potrebbe comunque mettersi una camera oscura in casa. Rivolgersi ad un laboratorio esterno ormai è un salto nel buio.
    A parte tutto questo mi trovi d'accordo con le tue parole sulle previsioni sbagliate di Giulio Forti, ma a suo discapito bisogna dire che la pellicola se l'è vista veramente brutta. Comunque è meglio così perché si ha almeno una scelta fra due sistemi.

    P.S.
    Non ho bisogno di provare, mi son bastate le stampe che mi hai fatto vedere una volta per farmi sbattere la mascella per terra.

    P.S.II
    Sono un vero maleducato, buon Natale e buone feste anche se in ritardo

    RispondiElimina
  15. A proposito della pellicola cinematografica, ieri ho rivisto Star Wars del 1977 versione rimasterizzata su Sky; in effetti i dettagli distinguibili erano nettamente maggiori rispetto alle versioni dal 1999 che ho rivisto sempre su Sky con la stessa catena di riproduzione (decoder+TV HD). Ad esempio le rigature sul rivestimento di R2-D2 non si vedevano nelle versioni più recenti.

    RispondiElimina
  16. Ciao
    "Conosco" solo attraverso il forum Analogica.it, ma non ho mancato di visitare più volte questo sito.
    Secondo il mio parere, persone come Sandro servono da morire alla fotografia. Così come sono, integralmente.
    Ci sono molti altri bravissimi praticanti pieni di "angoli smussati", praticamente delle sfere, che sanno darti dolci e saggi consigli ed esprimere pareri rigorosi ma concilianti. Bene, quindi?

    Non vedo proprio quale sia il quid di mettersi qui a dover dire la propria sul "comportamento" del gestore di questo blog; leggete altro, no?
    Infastidiscono i pareri netti e taglienti su alcune tematiche? Chiedetevi piuttosto se sono sensati o meno.

    Sono serie e lungimiranti o poco meno che risibili ed ingenue le tetre previsioni necrologiche riguardo l'analogico, a fronte del continuo numero di appassionati e curiosi?
    E' vero o non è vero che ci vuole un'attrezzatura di un certo tipo, rigore, tempo e conoscenza per ottenere certi risultati con continuità?
    Io sono il primo a non rallegrarmi di alcune verità, ma cerco di tener stretta l'onestà intellettuale necessaria per comprendere che con la schifezza di attrezzatura analogica che ho raccattato e che potrò permettermi nel prossimo futuro, per quanto mi possa sforzare, non andrò particolarmente lontano; è un fatto, servono soldi e serve spenderli bene, che però alcuni spendono ben volentieri nelle macchine digitali, o nei maxi TV, nei vestiti o negli ammennicoli per automobili, contenti e senza batter ciglio.

    Forse su Analogica, da principiante quale sono, avrò ricevuto anche io qualche risposta brusca d Sandro, non lo so; non mi conosce mica, e se scriverò una baggianata potrò aspettarmi una sua bacchetata; basta però solo un minimo senno di poi per realizzare che i colpi frontali spesso sono quelli che insegnano più e meglio.

    RispondiElimina

Non saranno tollerati commenti anonimi o volgari.
Se volete dire qualcosa, firmatevi e sarò lieto di ospitarvi.