domenica 14 settembre 2014

Fotografare modellini.

Ho recentemente ricevuto l'incarico di realizzare una serie di fotografie di una importante ed inusuale collezione di modelli di autobus. E' stata una vera e propria sfida.
Premesso infatti che fosse importante isolare i modelli in un ambiente quanto più neutro possibile, ho pensato sin da subito di usare una piccola tenda di luce lastolite, comprata molti anni fa, quando ancora il digitale ottenebrava i miei pensieri.
La tenda di luce ha il vantaggio di minimizzare, diffondendole, le ombre di più punti di illuminazione, evitando le fastidiose ombre incrociate che caratterizzano immediatamente un lavoro malfatto.
Non possedendo sorgenti di luce continua, ho deciso sin da subito di usare una illuminazione basata su flash.
Il primo tentativo è stato quello di usare la Canon T90, in virtù del fatto che usa flash TTL e che ciò non richiede quindi calcoli specifici sull'illuminazione.
Adoperai quindi l'obiettivo FD 50 macro, su tubo di prolunga FD50, sia per aumentare il rapporto di riproduzione, sia per accorciare la minima distanza di messa a fuoco.
Sull'obiettivo montai il flash anulare Canon ML-2 al quale, tramite cavo specifico TTL era collegato in remoto il flash Speedlite 300TL per illuminare lateralmente la tenda.
Il risultato non fu soddisfacente, nonostante l'uso di una pellicola da 400asa non riuscii ad avere una nitidezza adeguata su tutta l'estensione in profondità del modellino.
Naturalmente la fotocamera è stata montata su treppiede robustissimo, con slitta di messa a fuoco micrometrica.

Compresi quindi che avrei dovuto usare il sistema hasselblad, in virtù della possibilità di chiudere molto il diaframma degli obiettivi C.

Non disponendo di flash anulare per l'obiettivo S-planar 120 (il canon ML-2 pur adattabile, non va bene perché non può essere pilotato dal contatto PC), decisi di montare un flash a torcia canon (il 533G) a lato della fotocamera, mentre l'altro flash a torcia Canon (il 577G) fu montato a lato della tenda per l'illuminazione laterale.
Su entrambi i flash fu montata la fotocellula che permette il dosaggio automatico della luce, cosa che tuttavia mi permise di usare la chiusura massima del diaframma ad F/11.
Sapevo però che con F/11 avrei avuto a fuoco soltanto la metà anteriore del modello. Questo perché dovendo usare una diapositiva da 50 asa, la luce del flash è risultata insufficiente per poter chiudere ulteriormente il diaframma.
Allora ho deciso di eliminare ogni automatismo dalla catena di lavoro.
Ho smontato le fotocellule imponendo in questo modo ai flash di lavorare alla massima potenza, ed usato un esposimetro flash per misurare la luce e ricavare il diaframma da usare.
Finalmente, con pellicola da 50 asa, potei usare un diaframma adeguato, ossia F/22.
Avrei preferito usare F/32 o meglio ancora F/45, ma questo avrebbe richiesto l'uso di una pellicola da 100 o 200 Asa, di cui al momento non disponevo e nel mese di agosto non mi era possibile approvvigionarmene.
Fatto presente al mio caro amico che la parte posteriore dei modellini sarebbe rimasta leggermente fuori fuoco, cosa verificata chiudendo il diaframma manualmente, illuminando il modello con una torcia potente, ed osservando attentamente lo schermo di messa a fuoco con un mirino ingranditore, ricevetti il benestare per procedere.

Questo è l'impianto usato per fare le foto:



La scelta di avere la stoffa dello sfondo leggermente stropicciata è stata voluta per evitare l'aspetto asettico della fotografia.
Prima di procedere con gli scatti dei numerosi modelli (più di 50) ho effettuato qualche scatto di prova su dorso polaroid per valutare la resa delle luci dentro la tenda in modo da evitare ombre anomale.
Poiché ho deciso di usare anche l'illuminazione ambientale per aiutare i flash e per garantire la chiusura ad F/22, che con i soli flash difettava di mezzo stop, ho usato un tempo di scatto di 1/30 sollevando anticipatamente lo specchio ed usanto un cavetto flessibile per lo scatto, in modo da evitare che il pesante specchio hasselblad ed i volet a molla potessero far insorgere vibrazioni nocive.
Con una pellicola da 100 asa avrei potuto chiudere ad F/32, ottenendo una estensione di profondità di campo maggiore e di conseguenza il fuoco su tutto il modello, ma ci siamo accontentati del risultato, altrimenti il lavoro sarebbe stato rimandato di diverse settimane.

Quando ho appeso i 3 rulli di velvia 50 ad asciugare, ancora una volta mi sono stupito della impressionante qualità degli obiettivi hasselblad.
Nelle diapositive si legge alla perfezione la trama del tessuto della tenda, che purtroppo nelle scansioni è andata perduta per evitare la bruciatura dei bianchi che in diapositiva sono meravigliosamente perfetti.
Anche in questo  caso ho usato un tubo di prolunga hasselblad 21 per accorciare la distanza di messa a fuoco ed aumentare il rapporto di ingrandimento.

Ecco un esempio:





Questo autobus è rimasto nel mio cuore, lo prendevo per andare a scuola nel 1975.

Altri modelli:





Potete osservare il resto del lavoro sul blog del mio amico.


2 commenti:

  1. Grazie per aver condiviso le tue esperienze.

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  2. Possiamo dire, dopo aver letto questo articolo dedicato ai modelli di autobus pubblici, che gli ignoranti digitali si possono anche attaccare al tram.

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