martedì 20 gennaio 2015

Il mare di inverno, seguito.

Ci sono tornato ancora, e ancora, e ancora.

La luce sul mare d'inverno cambia velocemente, ed insieme al vento mutevole concorre a formare ogni volta un quadro diverso, una suggestione diversa.
Dopo il primo scatto pubblicato a dicembre avevo voglia di rifotografare il grande albero addormentato con l'hasselblad ed il planar, per avere un negativo da stampare in grande formato.
Da allora però non ho mai avuto quella luce, quelle nuvole, quell'acqua.

Fino a ieri, quando l'arrivo imminente di un temporale con il cielo plumbeo, la pioggia che formava colonne verticali al largo, ed il sole ancora splendente che squarciava le nubi con fasci di luce, ha creato una  nuova magia.







Per i miei lettori più affezionati voglio far vedere qualcosa che è stupefacente, ossia l'ingrandimento dei due pescatori sulla destra nella prima foto:




Osservando le canne da pesca penso che ci sia soltanto da tacere ossequiosamente sulla qualità di obiettivi creati 40 anni fa.


domenica 18 gennaio 2015

Il lato oscuro della patata.

Ovvero, nello spazio nessuno può sentirti urlare.


Eh, si, bisognerebbe mettersi davvero ad urlare dalla disperazione.

In un noto sito di fotoamatori è apparsa una discussione agghiacciante, questa.

A parte lo sconforto provato nel leggere che il livello del sito è ancora tragicamente basso, la cosa più triste è e che gli amministratori hanno pensato, per elevarlo, di metterlo nelle mani di tre individui che sono stati deputati alla "critica fotografica", alla stregua delle tre norne.

Beh, se leggete i loro interventi viene davvero il voltastomaco, si tratta di persone che hanno le idee così confuse, che le confondono a tutti e rendono noiosissima ed incomprensibile la lettura delle loro farraginose opinioni.

Ricordatelo: il vero maestro è colui che sa spiegare materie molto difficili con parole semplici.
Chi invece si trincera dietro una giustificazione e non vuole rinunciare al lessico incomprensibile, non ha veramente la padronanza della materia che pretende di insegnare.
In parole povere trattasi di un cialtrone, di un noiosissimo cialtrone.


Ben ha fatto quindi quel signore che ha piantato nel mezzo di quel delirio la sua equazione: fotografia=patata.
Non apprezzo né le sue opinioni, né le sue foto, realizzate con una pochezza espressiva che è lontana da me anni luce. In questo caso però ha fatto bene, occorreva spiazzare i "professori", e c'è riuscito pienamente, in questo ha dimostrato saggezza. Ovviamente c'è chi non ha capito e si è perso nella patata.

Non avevo mai pensato alla patata.

Ne ho messa una sulla finestra, ho sottoesposto e sovrasviluppato il negativo per trasformare l'innocuo tubero nell'ovoide di alien, ma anche così non riesco a comprendere l'equazione.
Ho chiesto finanche ad un amico matematico, che si è trincerato dietro un'alzata di spalle.
Posso solo pensare al lato oscuro della patata.

Eh, si perché mentre quel signore si compiace del fatto che la futura digitalizzazione avvicinerà sempre più persone alla fotografia, io invece ne resto rattristato.
Perché se le persone si avvicineranno alla fotografia seguendo gli esempi di quel sito, ne usciranno tanti zombies fanatici, pronti a cambiar la fotocamera come si cambiano le mutande, e del tutto ignoranti e refrattari verso qualsiasi altra considerazione che non sia strettamente possessoria e vanitosa.

All'amministratore di quel brutto condominio suggerisco di annullare il contratto alle tre norne e di cacciarle via all'istante, sia lui a tagliare quella fune che annoda il sito, cercando persone più meritevoli. Certo, abbiamo tutti notato che gli è più facile sbattere fuori uno sconosciuto reo di "infrazioni" al regolamento, piuttosto che presunti amici che stanno seriamente danneggiando la credibilità (se mai c'è stata) di quel palazzone di periferia.
Ma avere polso ed autorevolezza non è da tutti, e si fanno figure da cioccolattai ad ogni piè sospinto.

Ultima considerazione: avete notato come il "potere" corrompa le menti? Le tre norne si sono arroccate lassù e non se ne vogliono andare, beandosi dell'etichetta azzurrognola a norme CE.
Ma che sarà mai essere quel che credono di essere?? 

Godetevi le vostre patate ragazzi, vengono meglio fatte in purea, e lasciate perdere la fotografia, non fa per voi.


mercoledì 17 dicembre 2014

Il mare d'inverno.



E' maliconico, sincero, a volte violento, mai sicofante.

Non deve ancora compiacere orde di turisti con una pettinatura alla moda.

E' poesia pura, è contemplazione, è amore.

Canon T90, FD 85/1.2 SSC Aspherical

Aggiornamento 18 dicembre, sono tornato sul luogo con l'hasselblad perché ne sono rimasto colpito, dopo mesi e mesi di pioggia.

Che dire dei tronchi che il mare ricaccia sulla spiaggia?

C'è da perdersi nelle loro forme, nella tessitura del legno, della sabbia,  ci si possono vedere dentro le cose più strane!


Sonnar C 150

La capacità che gli obiettivi zeiss hanno di scavare nelle ombre e restituire una gamma tonale coerente e stupefacente è unica al mondo.
Poveretti coloro che ricercano queste doti nel digitale, e non trovandole pasticciano con photoshop, generando immagini incoerenti e contrastate oltre ogni ammissibile logica e decenza.
Vorrei consigliare loro di levarsi la mortadella dagli occhi, ma temo sia fiato sprecato: l'ingordigia ammazza la ragione.


Il pescatore, e l'involo dei gabbiani all'arrivo del treno.


domenica 14 dicembre 2014

Cronache dalla Val Cichero.

Le vecchie case rurali in liguria mi hanno sempre affascinato forse perché da ogni pietra, da ogni trave, da ogni pezzo di ardesia, trasuda l'immane fatica che dovette sopportare chi le costruì nei secoli passati.
Questa casa non è abbandonata come sembra, il prato è regolarmente tagliato, ci sono impronte di pneumatici, c'è un fettucciato che racchiude la proprietà.
Eppure, ogni volta che passo da lì desidero fotografarla. Forse perchè so che in questi campi i nazisti in ritirata trucidarono persone innocenti, poco più avanti una targa consunta ricorda quella tragedia.

Oggi,  in una uggiosa giornata, l'ennesima, sono uscito con il sonnar, avendo in mente proprio questa casa.
Ed eccola, nel grigiore dell'inverno, alle spalle un bosco di castagni spogli.



Non molto distante da qui, un enorme castagno troneggia solitario in una piccola radura, quasi come se le altre piante, intimorite dalla sua mole, abbiano avuto paura di crescergli vicino...



lunedì 1 dicembre 2014

Fantasmi natalizi.

Ultimamente, e l'avrete notato tutti, l'ipocrita gioiosa atmosfera natalizia degli anni passati, ha ceduto il passo ad una rassegnazione collettiva al dover subire le feste, affrontando inoltre ogni spesa con la massima parsimonia.
Come in tutte le manifestazioni dell'animo umano, anche in questo caso, il dover salvare la facciata a tutti i costi ha generato diverse figure grottesche, evanescenti. Il regalo a tutti i costi, ed a basso costo, è veramente peggiore della più schifosa fotografia digitale.

Così si possono osservare diversi fantasmi che si aggirano per le strade vuote, o tra i soliti banchetti dei soliti mercatini, che spacciano tutti la stessa immondizia.

Ultimamente sono stato bonariamente accusato di tradimento al piccolo formato. In parte è vero, il medioformato è meglio del limoncello, rende felici ed allegri, ma il piccolo formato ha sempre e comunque l'asso nella manica, specie se si desidera una foto con un carattere particolare, senza dover scomodare ridicoli buchetti in scatole di legno venduti a prezzo di truffa, ed incapaci di produrre qualcosa di diverso dal solito amaro lucano.

E allora quale migliore occasione per tirare fuori dall'armadio il grande occhio di Ra, il 50/0.95 per telemetro che oggi ha raggiunto quotazioni da capogiro?
Non ho mai avuto obiettivo più camaleontico: ogni diaframma un carattere differente.

Questo è il diaframma f/0.95, che per anni, anzi per lustri, ha dominato incontrastato il mercato mondiale dei superluminosi.




sabato 22 novembre 2014

La bellezza del bianco e nero.

Poche cose come la fotografia in bianco e nero possiedono la forza di emozionare.
L'astrazione dal colore libera la mente dai preconcetti che esso si trascina dietro, ed ella, sapientemente guidata dalla scelta e dalla distribuzione dei toni, può finalmente vagare dentro l'immagine perdendosi in una sala degli specchi.

Ho ripreso il tema della scorsa settimana perché, ancora costretto a percorrere stradine di campagna per andare a casa, durante il lungo tragitto mi sono soffermato diverse volte con lo sguardo, cercando "la foto".
Oggi, durante una finestra di sole durata solo due ore, sono uscito velocemente di casa, con un solo rullo, l'hasselblad, l'esposimetro, il cavalletto.
Avevo in mente sia i ruscelletti che ho visto diverse volte, sia il grande castagno solitario che guarda il monte ramaceto, stavolta ripreso in tutta la sua maestosità con una focale leggermente più corta ed un filtro giallo, per evidenziare le nuvole.

Ed eccoli.

Sonnar C 150

Distagon C 50 con filtro giallo


Penso che la migliore citazione per accompagnare queste foto venga dagli scritti di Francesco Bacone:

La contemplazione delle cose come sono, senza sostituzione o impostura, senza errore o confusione, è in sé la cosa più nobile di un'intera messe di invenzioni.



giovedì 13 novembre 2014

Le mie prigioni.

Distagon C 50 con tubo prolunga 21.

Nella notte tra lunedì e martedì la zona dove vivo è stata investita da un nubifragio di eccezionale potenza, che ha tranciato la strada che porta a casa mia, ci ha lasciato senza acqua e completamente isolati dal mondo per due giorni. Ora per raggiungere il fondo valle devo fare una strata tortuosa, piena di buche, costellata da frane, a tratti sterrata e percorrere 18 chilometri invece di tre, impiegando un'ora invece di dieci minuti.
Ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto fu lungimirante Burroughs quando definiva la nostra civiltà uno strato sottile di vernice.

Si va avanti, non vi siete ancora sbarazzati di me.


Aggiornamento del 16 novembre.

Dopo aver visto cosa è successo nelle zone del ponente di Genova e della Valle Scrivia, il mio disagio al confronto è diventato una barzelletta, ed è meglio tacere.

Oggi sono uscito in cerca di spunti fotografici, e nonostante la devastazione del territorio, li ho trovati. E' proprio vero: il bello è dappertutto, bisogna soltanto saperlo vedere.

Perdonatemi se le foto non sono ipercontrastate, come va di moda in certi forum: per me la coerenza tonale della foto in bianco e nero è un aspetto imprescindibile. Le mode le lascio agli inetti modaioli, che si illudono di fare foto in bianco e nero partendo da quelle schifezze generate da fotocamere digitali. Peccato disperdere l'intelletto in questo modo.

Distagon C 60

Planar C 80

Planar C 80